La Fonte


Leggi la storia del meseTra tutti i numerosissimi messaggi giunti in questi giorni a testimoniare vicinanza, affetto e preghiera in questo momento così difficile, la lettera di una carissima amica rappresenta nel modo più limpido anche il nostro pensiero e la nostra voce:

...due pensieri ritornano costanti fra i tanti e su questi voglio restare concentrata: sono Affetto e Preghiera.

Ho bisogno di dire a don Domenico che gli voglio bene, di dirlo adesso, davanti a tutti, senza bisogno di garanzie; con la speranza che lui possa essere in qualche modo raggiunto dall’affetto mio e di tantissimi altri.

So che ora è importantissimo pregare: per Domenico, per la sua salute, perché il Signore lo accompagni in questa terribile vicenda, e anche questa diventi – come ci ha insegnato lui – una “ferita che guarisce”. Pregare per chi accusa e per chi difende. Per chi deve giudicare. Pregare per noi tutti, per tutte le nostre ferite, per tutte le nostre colpe, perché sappiamo cogliere in questa sofferenza una chiamata alla conversione, poiché in nessuno esistono solo ferite o solo colpe.

Signore, io ti ringrazio per tutti gli amici che mi hai fatto incontrare in questi anni; hai usato don Domenico per  tessere la rete che ha pescato questo pezzo di Chiesa. Mi affido a te. Sostienici tutti: il ragazzo di cui parlano i giornali e tutti coloro che gli vogliono bene, don Domenico e tutti noi che gli vogliamo bene.

Io credo nella comunione dei santi – è un ritornello che torna ad affacciarsi al mio pensiero – oggi vuol dire che partecipo di tutta la violenza agita e subita in questa vicenda, di tutta chiedo perdono e su tutta invoco la tua Giustizia e la tua Misericordia. Illumina ti prego anche il nostro discernimento e la giustizia umana. Amen.