GIANNINO PIANA

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Ipotesi per una reinterpretazione antropologico-etica dell'omosessualità

(Abstract dell'intervento pubblicato su "CredereOggi" 116 - 2/2000 pagg. 47-56)

Le riflessioni antropologiche ed etiche sul tema dell'omosessualità, che vengono qui proposte sotto forma ipotetica, hanno l'obbiettivo di aprire prospettive di interpretazione del fenomeno, volte a superare le tradizionali letture "naturalistiche", dalle quali discendono atteggiamenti di condanna radicale e di altrettanto radicale giustificazione. Il significato della condizione omosessuale viene rintracciato a partire da una collocazione della differenza di genere dentro l'unità della specie umana e soprattutto nel contesto del riconoscimento della relazionalità come dimensione costitutiva dell'umano. Le conclusioni cui si perviene - grazie anche al contributo determinante delle scienze umane - sono, da un lato, l'affermazione che l'unità è più grande delle differenze e, dall'altro, l'ammissione che la relazione viene prima delle forme in cui si esprime. L'importanza di queste acquisizioni sul terreno etico è evidente. Pur senza disconoscere il valore dello statuto bisessuato dell'umano, risulta infatti evidente la centralità della relazione nella valutazione e nell'orientamento del comportamento morale. Il che significa attenzione, di volta in volta,  all'autenticità delle sue concrete espressioni, che hanno senza dubbio nel rapporto uomo-donna l'archetipo e il paradigma fondamentale, ma che possono, nello stesso tempo, realizzarsi anche in altre forme di rapporto, non escluse quelle omosessuali. Le tesi qui esposte hanno carattere del tutto provvisorio e problematico; intendono soltanto avviare una discussione, tesa ad aprire nuovi spiragli per la "comprensione" di un fenomeno complesso che coinvolge un numero sempre più consistente di persone.

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