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Saranno tre anni, quelli che celebreremo nel marzo 2004: siamo un gruppetto di persone (dieci-quindici) che con continuità si incontrano, due volte al mese, per parlare, discutere, crescere insieme da credenti, esseri umani e amici. Questo è “La Creta”: il gruppo di omosessuali credenti che è nato e s’incontra a Bergamo, prima in una casa privata, ora presso la chiesetta di San Fermo, quasi in centro città.
Credenti e omosessuali. Perché è l’omosessualità il motivo che ci ha portato a decidere di incontrarci a Bergamo, sul modello di quello che la Fonte fa a Milano. Condizione – quella dell’omosessualità – non problema, e nemmeno ossessione, né argomento unico e onnipresente dei nostri incontri (abbiamo appena concluso, per esempio, la lettura continuata del vangelo di Marco).
Nell’orobica Bergamo. Città chiusa la nostra, provinciale, tradizionalista e cattolica. Eppure, già da parecchi anni – molto prima di altre città lombarde – feconda ospite di parecchi locali, tipici del mondo gay, alcuni di fama e frequentazione nazionale.
Considerando queste realtà, nacque in noi la domanda: “Possibile che – oltre ai locali – non ci sia un altro modo di incontrarsi, di conoscersi, di stare insieme come amici e fratelli nella fede”? E ci abbiamo provato, con un po’ di perplessità e tanta speranza. Perplessità perché siamo consapevoli di rischiare di apparire troppo cattolici, per chi cerca solo discoteche e saune; e troppo fuori dall’ortodossia per coloro che, i documenti su un aiuto pastorale alle persone omosessuali, ce li hanno in mano da anni, ma non hanno ancora saputo concretizzare alcuna proposta valida. Ma ci accompagna anche tanta speranza: di amicizia, di ascolto, di aiuto reciproco. Speranza di una possibilità concreta di dialogo, di confronto e di crescita. Speranza di qualche ora nella quale essere se stessi senza nascondersi, di una pizza tra amici, di una gita domenicale. Speranza di poter essere una piccola luce per chi, nella nostra condizione, si sentisse ancora solo, emarginato o, peggio ancora, disperato.
Perplessità e speranza sono racchiuse anche nel nostro nome. La creta è materiale umile e povero, eppure utile e prezioso. Povera terra: polvere e acqua. Ma se lavorata da mani esperte diventa vaso, lampada, tegola: contiene, illumina, ripara… permettendo ai fiori di sbocciare, all’olio di diventare fiamma, all’acqua di scendere senza danno…
Va beh, l’abbiamo messa giù un po’ dura; a ogni modo, noi ci siamo.
Noi del gruppo "La Creta"
Per metterti in contatto con noi scrivi a: gruppolacreta.bg@email.it
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