
Ripartire con fiducia
Un nuovo anno è iniziato. Un altro anno per il gruppo. Quante
emozioni, attese, dubbi e speranze animano tutti noi. Ancora. E meno male, vuol
dire che siamo vivi. Che il gruppo vive e non si arrende. Non si è arreso al
dolore, non si arrende alla tristezza. Nonostante il vuoto. Ma è proprio nel
vuoto che abbiamo la possibilità di rintracciare ed illuminare l’universo delle
nostre necessità e delle nostre conquiste. Non un vuoto da compensare, ma
un’assenza da riempire di significato. Il gruppo è una creatura che vive e che
racconta una storia. A volte mi soffermo a pensare a che punto siamo della
storia. Tra poco compiremo 25 anni: il gruppo è ormai un giovanotto, è
cresciuto, nutrito negli anni, svezzato da molti eventi, alcuni gioiosi, altri
molto destabilizzanti e frustranti. Secondo me, per me, uno ha segnato una
svolta. Inutile dire quale, tutti lo sappiamo bene, tutti lo abbiamo saputo e
vissuto, in modo più o meno traumatico. Eppure i fratelli si sono uniti, non
hanno ceduto allo sconforto: abbiamo trovato nuove forze, nuove energie, nuovi
pensieri, nuove speranze. Abbiamo capito che molto sta nelle nostre mani e nella
nostra reciproca responsabilità. E quello che non riesce a starci lo affidiamo a
Dio. La perdita – perché di una perdita si tratta – del fondatore ci ha
obbligati ad una scelta: cadere, perché dipendenti dal mito del padre, o
resistere, perché capaci di conservare un insegnamento, un progetto, un’idea.
Solo l’aver affrontato, in vario modo, questo lutto penso ci abbia permesso di
crescere ancora e di decidere di mettere a frutto noi stessi per i fratelli e
per la vita del gruppo. Per chi ci raggiunge per la prima volta e cerca un porto
sicuro nella sua tempesta personale, per chi è già attraccato da tempo a questo
porto e non si stanca di esplorare i territori della fede. Per chi cerca un
luogo dove il dialogo sia di casa, per chi è stanco delle sue maschere, per chi
vuole stupirsi ancora. Per chi è in attesa e per chi non rinuncia a credere
nell’importanza di fidarsi: di se stessi, degli altri e di Dio.
Enrico
18 Settembre 2011
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